domenica 8 novembre 2015

Speciale Andrea D'Anna

Uno degli autori che ha maggiormente segnato l'underground letterario italiano tra gli anni 60/70 è stato sicuramente Andrea D'Anna.
Scrittore, traduttore, poeta, agitatore, D'Anna è considerato uno dei maggiori esponenti della Beat Generation italiana, a dire il vero cominciata in ritardo rispetto all'originale americana, ma pur sempre rilevante sia dal punto di vista culturale che, perchè no, da quello collezionistico.
Quattro sono i suoi lavori originali, tutti aventi come sfondo, seppur in modo diverso, la sua più grande passione: l'Africa. "Da Cristo a Kimbangu: chiese nere e sincretismi pagano-cristiani in Africa" (1964) e "Le religioni afroamericane" (1972) sono due testi antropologico-religiosi editi dalla bolognese Nigrizia, ad oggi irreperibili, se non in qualche biblioteca. Stessa sorte è toccata ai suoi due romanzi "Il paradiso delle Urì" (Feltrinelli, 1966) e "Libro di avventure" (Bertani Editore, 1979). Il primo è uno dei grandi "introvabili" della letteratura alternativa italiana, scritto sotto lsd (si dice), e testo fondamentale per il movimento hippie/beat italico, mentre il secondo è uscito per una piccola e ultra-politicizzata casa editrice veronese, nella collana dedicata ai libri "impubblicabili", probabilmente visti i contenuti, che, seppur con tantissima ironia, vanno dalle orge agli accoppiamenti con bambini, il tutto condito da una ferocissima satira, politica, religiosa e sociale.


Il paradiso delle Urì (Feltrinelli, 1966)

Libro di avventure (Bertani Editore, 1979)

Degli altri due testi sono persino difficili da reperire le copertine. Se qualcuno le trovasse sarebbe interessante inserirle, tanto per completezza. Buona ricerca
 

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